MAGAZZINIOZ
IL LAVORO È (COME)
QUOTIDIANITÀ
CHE CURA

BILANCIO SOCIALE MAGAZZINIOZ 2025

Identità

FondazioneOz e CasaOz

I MagazziniOz nascono come un progetto dell’associazione CasaOz, un ente e un luogo che accoglie i bambini e le famiglie che incontrano la malattia, che vuole essere per loro casa e famiglia finché necessario e offrire un sostegno concreto. Chi assiste il proprio bambino in ospedale può riposarsi, fare una doccia, mangiare e prendere un caffè in compagnia. Chi viene da lontano trova ospitalità nelle ResidenzeOz.

A CasaOz ogni bambino malato può giocare, imparare, fare i compiti seguito da educatori professionali e volontari e ritrovare una quotidianità che cura.

CasaOz inizia il suo percorso nel 2005, come associazione, grazie ad un gruppo di professionisti di Torino che hanno scelto di mettersi a disposizione delle famiglie in cui vi sia un bambino malato. Nel 2007 CasaOz inizia a operare in uno spazio dato in concessione dal Comune di Torino presso il Villaggio Olimpico.

Dopo un lungo percorso di progettazione, di ricerca di fondi e di aziende che collaborassero, anche gratuitamente, nell’ideazione e nella costruzione di una nuova casa ad hoc, nel 2010 CasaOz si trasferisce nella nuova sede di Corso Moncalieri 262. Costruita col contributo di Enel Cuore Onlus e con la generosa collaborazione di varie istituzioni, aziende, fondazioni e privati, su un terreno messo a disposizione dal Comune di Torino, CasaOz è ormai un punto di riferimento per il territorio.

Nel 2024, CasaOz ha cambiato forma giuridica divenendo FondazioneOz ETS, garantendo al progetto sociale “CasaOz” stabilità, solidità e lungimiranza anche sul futuro e in una prospettiva più ampia. La trasformazione di CasaOz da Associazione a Fondazione sostiene, alimenta e consolida storiche e nuove sinergie con i MagazziniOz, a sostegno delle esperienze e dei percorsi di bambini, ragazzi e giovani e adulti e delle loro famiglie, specialmente nei passi verso l’autonomia. In questo, le progettualità connesse al Molino di CasaOz sono al centro e consentiranno di raggiungere un numero crescente di persone attraverso iniziative innovative.

L’equazione

FondazioneOz® = CasaOz® + MagazziniOz®

ben esprime tutto questo e porre l’accento sia sulla cura per le collaborazioni tra CasaOz e i MagazziniOz, sia sul valore della Quotidianità che Cura® quale approccio e orizzonte condiviso e il ruolo di FondazioneOz come riferimento stabile e duraturo.

Identità

Impresa sociale

L’Impresa Sociale è un ente privato che esercita in via stabile e principale un’attività d’impresa di interesse generale, senza scopo di lucro e per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale ed è una qualifica giuridica automatica per le Cooperative Sociali. È regolamentata dal D.lgs. 112/2017, come modificato dal D.lgs. 95/2018, e ha la possibilità di ripartire gli utili e gli avanzi di gestione, seppure in forma limitata.

Un’Impresa Sociale deve svolgere prevalentemente attività di interesse generale previste dalla legge, attività tra le quali segnaliamo i servizi finalizzati all’inserimento o al reinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori e delle persone svantaggiate. La Legge consente anche attività diverse, purché nei limiti e alle condizioni stabilite dalla norma e dai provvedimenti attuativi.

Si intende svolta in via principale l’attività d’impresa d’interesse generale per cui i relativi ricavi sono superiori al 70% dei ricavi complessivi. È inoltre considerata di interesse generale – indipendente dal suo oggetto – l’attività di impresa nella quale, per il perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, sono occupati lavoratori con un forte grado di svantaggio o con disabilità, nonché persone beneficiarie di protezione internazionale, persone senza fissa dimora che versano in condizione di povertà tale da rendere impossibile reperire e mantenere un’abitazione in autonomia.

Un’Impresa Sociale può svolgere solo le attività di interesse generale previste dalla legge, attività tra le quali segnaliamo i servizi finalizzati all’inserimento o al reinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori e delle persone svantaggiate.

Si intende svolta in via principale l’attività d’impresa d’interesse generale per cui i relativi ricavi sono superiori al 70 % dei ricavi complessivi. È inoltre considerata di interesse generale – indipendente dal suo oggetto – l’attività di impresa nella quale, per il perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, sono occupati lavoratori molto svantaggiati e le persone svantaggiate o con disabilità, nonché persone beneficiarie di protezione internazionale, persone senza fissa dimora che versano in condizione di povertà tale da rendere impossibile reperire e mantenere un’abitazione in autonomia.

Identità

Il processo di inserimento lavorativo

L’intero processo di selezione, formazione, inserimento lavorativo e mantenimento del lavoro si può sintetizzare in quattro macro-fasi:

  1. Analisi del contesto
    • Analisi del fabbisogno aziendale;
    • Confronto con i servizi territoriali;
    • Preselezione dei candidati;
    • Approfondimento diagnostico-valutativo dei candidati;
    • Matching candidati-posizione aperta;

  2. Fase di inserimento lavorativo
    • Orientamento e formazione per lo sviluppo di competenze tecniche e trasversali;
    • Consulenza per adempimenti normativi;
    • Prova lavoro;
    • Formazione in itinere;
    • Inserimento lavorativo;
    • Monitoraggio;

  3. Valutazione finale e ricollocazione
    • Valutazione del percorso;
    • Definizione della ricollocazione;
    • Collaborazione con enti/aziende;

  4. Mantenimento del lavoro
    • Monitoraggio settimanale;
    • Gestione crisi;
    • Gestione cambiamenti e Problem solving;


TEMPI:

Tutoraggio: 2 ore a settimana per un “vecchio” inserimento, 6 ore a settimana per un “nuovo” inserimento.

Cucina: 5 persone per un totale di 117 ore settimanali

Sala: 5 persone per un totale di 90 ore settimanali

Pulizie: 1 persona per un totale di 20 ore settimanali 

Identità

Il Palazzo Costa Carrù della Trinità: da abitazione nobiliare a luogo di promozione sociale

Il Palazzo Costa di Carrù della Trinità, uno dei complessi nobiliari più grandi ed eleganti di Torino, fu commissionato dal conte Vittorio Amedeo Costa di Carrù e Trinità, viceré di Sardegna, al termine del suo mandato e inaugurato nel 1763.

Situato nel quartiere Borgo Nuovo, il palazzo fu progettato dall’architetto Renato Birago di Borgaro, che realizzò un’imponente struttura caratterizzata da un grande scalone in marmo, decorato con trompe-l’oeil in stile classico e un soffitto a padiglione con stucchi geometrici. L’ingresso aulico e lo scalone affrescato conducono al piano nobile, dove si trovano la splendida sala d’onore e le camere principali, arricchite da pavimenti storici e decorazioni che mescolano elementi neoclassici e rococò. Nella corte interna, si erge una scultura che raffigura Ercole in lotta con il leone Nemeo.

Il palazzo si inserisce nel quartiere Borgo Nuovo che, pur chiamato “nuovo” dal 1620, non era in realtà recente al momento della sua inaugurazione. Durante la Seconda Guerra Mondiale l’edificio subì ingenti danni a causa dei bombardamenti, in particolare l’8 dicembre del 1942, quando fu colpito da bombe sganciate dalla RAF. Nonostante i danni, il palazzo ha conservato il suo aspetto originario e rimane oggi un simbolo della storia della città.

Nel corso degli anni, il Palazzo Costa di Carrù si espanse e divenne un centro di assistenza, una sorta di “Polo del Terzo settore” ante litteram. Ospitò infatti il “Ricovero delle figlie della Misericordia” e l’istituto “Ritiro Alfieri”, impegnati nell’assistenza alle giovani in difficoltà. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il palazzo ospitò anche l’Educatorio della Provvidenza.

I MagazziniOz con la loro specificità portano un’ulteriore evoluzione nella storia di questo luogo, sempre nel solco di una forte vocazione sociale.

Identità

I MagazziniOz e l’Agenda 2030

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Development Goals, SDGs.

I MagazziniOz seguono e si ispirano all’Agenda 2030 di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e, più precisamente, agli obiettivi:

Sconfiggere la povertà porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo. I MagazziniOz, offrendo lavoro a persone svantaggiate, riducono un tipo di povertà che spesso non viene considerato, offrendo loro uno stipendio e una professione.

Istruzione di qualità, assicurare un’istruzione di qualità, equa e inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti. I MagazziniOz quotidianamente formano ragazze e ragazzi svantaggiati, una formazione professionale di livello e spendibile in altri contesti.

Lavoro dignitoso e crescita economica. Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti. Attraverso un’offerta di qualità, i MagazziniOz garantiscono lavoro a più di 15 persone e intendono svilupparsi economicamente per estendere i benefici ad altri soggetti.

Imprese innovazione e infrastrutture. Costruire un’infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile. Il modello di impresa sociale dei MagazziniOz cerca sempre di innovarsi.

Ridurre le disuguaglianze. Offrire lavoro a persone svantaggiate permette all’impresa sociale dei MagazziniOz di ridurre quotidianamente le disuguaglianze che spesso vi sono nei confronti di soggetti diversamente abili e migranti.

Consumo e produzioni responsabili, garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo. Le materie prime del ristorante dei MagazziniOz e i prodotti in vendita all’emporio derivano tutti da un processo di scelta definito e attento all’impatto ambientale e sociale delle produzioni.

Partnership per gli obiettivi. I MagazziniOz incoraggiano e promuovono efficaci partenariati tra soggetti pubblici, pubblico-privati e società civile, basandosi sull’esperienza accumulata e sulle strategie di rete.

Identità

La cornice normativa: evoluzioni verso una società più equa

I MagazziniOz si propongono di offrire a persone fragili reali opportunità di inserimento lavorativo e di accompagnamento alla vita indipendente, in linea con quanto previsto dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Vi è quindi un lavoro costante in termini di aggiornamento, sia a livello operativo che formativo, per adeguarsi ai cambiamenti e alle innovazioni della cornice normativa in materia di disabilità, con l’obiettivo di migliorare gli interventi rivolti alle persone con disabilità. Nel 2024, nella direzione di una società più inclusiva, i principali decreti di interesse sono stati i seguenti:

  1. D.lgs, 30-06-2024, n. 62., che attua l’articolo 1, comma 5, lettere a), b), c), d) e h), della legge 22 dicembre 2021, n. 227, per assicurare alla persona il riconoscimento della propria condizione di disabilità, per rimuovere gli ostacoli e per attivare i sostegni utili al pieno esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, delle libertà e dei diritti civili e sociali nei vari contesti di vita, liberamente scelti.
    Le disposizioni del presente decreto sono finalizzate a garantire, in coerenza con la Convenzione delle azioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, fatta a New York il 13 dicembre 2006, ratificata e resa esecutiva con legge 3 marzo 2009, n. 18, l’effettivo e pieno accesso al sistema dei servizi, delle prestazioni, dei supporti, dei benefici e delle agevolazioni, anche attraverso il ricorso all’accomodamento ragionevole e al progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato secondo i principi di autodeterminazione e non discriminazione.
    Viene definita persona con disabilità “chi presenta durature compromissioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali che, in interazione con barriere di diversa natura, possono ostacolare la piena ed effettiva partecipazione nei diversi contesti di vita su base di uguaglianza con gli altri, accertate all’esito della valutazione di base“.

    L’articolo 4 “Terminologia in materia di disabilità” prevede una attenzione al linguaggio comune
    :
    • la parola: «handicap», ovunque ricorre, è sostituita dalle seguenti: «condizione di disabilità»;
    • le parole: «persona handicappata», «portatore di handicap», «persona affetta da disabilità», «disabile» e «diversamente abile», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «persona con disabilità»;
    • le parole: «con connotazione di gravità» e «in situazione di gravità», ove ricorrono e sono riferite alle persone indicate alla lettera b) sono sostituite dalle seguenti: «con necessità di sostegno elevato o molto elevato»;
    • le parole: «disabile grave», ove ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «persona con necessità di sostegno intensivo».

  2. D.lgs. 13-12-2023, n.222 che concerne le Disposizioni in materia di riqualificazione dei servizi pubblici per l’inclusione e l’accessibilità, in attuazione dell’articolo 2, comma 2, lettera e), della legge 22 dicembre 2021, n. 227;

  3. D.lgs. 05-02-2024, n. 20 che sigla l’Istituzione dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, in attuazione della delega conferita al Governo;

  4. D.lgs. 03-05-2024, n.62Definizione della condizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l’elaborazione e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato.


I MagazziniOz da sempre adattano il proprio funzionamento a quelle che sono le normative vigenti, garantendo inoltre una costante formazione del personale staff sul tema. L’approccio innovativo e all’avanguardia dei MagazziniOz ha spesso anticipato la cornice normativa nel supportare le biografie delle persone incontrate.

Identità

Le nostre reti

FondazioneOz
FondazioneOz e i MagazziniOz, pur sviluppandosi su modelli diversi e perseguendo differenti obiettivi, hanno notevoli affinità. Entrambi i progetti si fondano sulla diversificazione del servizio e sull’esigenza di rispondere alla complessità della domanda: così come FondazioneOz risponde, attraverso il suo progetto CasaOz, con servizi molteplici espressi da differenti difficoltà legate a tante malattie e storie diverse, i MagazziniOz intercettano necessità complementari ed altrettanto essenziali. La scuola, il pasto, i corsi, la formazione, il lavoro e altro, partendo proprio dalle richieste delle persone.

 

UNHCR Refugees 2018
L’Agenzia delle Nazioni Unite per le Persone Rifugiate (UNHCR) ha deciso di assegnare un riconoscimento alle aziende che in Italia si impegnano per favorire i processi di integrazione lavorativa dei beneficiari di protezione internazionale. Tale riconoscimento avviene attraverso il conferimento, ogni anno, del logo “Welcome. Working for refugee integration”.

Identità

I nostri stakeholder 2025

MagazziniOz

  • Soci: FondazioneOz, Fondazione Sviluppo e Crescita (socio sovventore), CoopFond e CFI (soci finanziatori), Soci lavoratori (comprese persone con disabilità), Soci volontari
  • Dipendenti non soci e collaboratori
  • Volontari


Clienti

  • In presenza e a distanza, tramite eCommerce


Enti pubblici (finanziatori)

  • Regione Piemonte – Fondo regionale per l’occupazione delle persone con disabilità
  • Comune di Torino – Fondi PIS per le periferie inclusive


Fondazioni

  • Fondazione Compagnia di San Paolo
  • Fondazione Giuseppe e Pericle Lavazza
  • Fondazione CRT
  • Reale Foundation
  • Fondazione Azimut
  • Fondazione Cottino
  • Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo


Aziende

  • Lavazza Group
  • Carrefour
  • Cuki
  • Pontevecchio srl
  • Kiabi
  • Mondoffice
  • Guido Gobino
  • Juventus F.C.
  • Savuré
  • Digital Pills
  • Zyxel
  • Giusti Eventi
  • Grazia Prevete
  • Marica Ceravolo
  • Carlo Mazzini


Partners

  • Comune di Torino
  • Camera di Commercio di Torino
  • Fondazione Time2
  • HST Human Science and Technologies (HST), infrastruttura di ricerca dell’Università di Torino
  • AREA ETS
  • Associazione A.I.R. Down
  • Associazione Rubens
  • AttivitAbile
  • Authos S.p.A.
  • Cepim
  • Circolo del Design
  • Cooperativa Orso
  • Compagnia della Tartaruga – Genova
  • FAL ENGIM
  • ImmaginazioneLavoro
  • L’Orto di Momi
  • Mara dei Boschi
  • Orti Generali
  • Piazza dei Mestieri
  • ISMEL (Istituto per la Memoria e la Cultura del Lavoro, dell’Impresa e dei Diritti Sociali)


Media

  • Televisioni
  • Giornali
  • Web
Persone

Accompagnare al lavoro: il ruolo dell'operatore per l'inserimento lavorativo

Ai MagazziniOz l’operatore per l’inserimento lavorativo rappresenta una figura centrale e imprescindibile per il raggiungimento della missione sociale. Il suo ruolo va ben oltre il semplice collegamento tra la persona e il contesto lavorativo: non si tratta di una guida circoscritta all’ambito professionale, ma di un riferimento che accompagna il lavoratore nella sua interezza, sostenendolo nella sua vita a 360°. Questo significa prestare attenzione non solo alle dinamiche lavorative, ma anche alla sfera personale, relazionale ed emotiva di ciascuno, riconoscendo che il benessere in un ambito è profondamente connesso all’equilibrio negli altri.

Sul piano operativo, questa figura conduce colloqui di sostegno, accoglie le difficoltà emerse esplicitamente e intercetta le problematiche implicite, curando le relazioni con tutti gli interlocutori coinvolti nell’inserimento: colleghi, operatori di riferimento, servizi pubblici e familiari. Le competenze richieste sono trasversali e articolate: dalla conoscenza degli elementi di psicopatologia alla normativa sull’invalidità, dalle tecniche di pianificazione di progetti personalizzati alle metodologie di classificazione delle caratteristiche psico-fisiche delle persone.

In un contesto come quello dei MagazziniOz, dove la dimensione umana e quella lavorativa si intrecciano profondamente, questa figura svolge un ruolo determinante per la qualità e la sostenibilità degli inserimenti nel tempo. I beneficiari dei progetti trovano nell’operatore per l’inserimento lavorativo un riferimento stabile e globale, mentre l’organizzazione può contare su un presidio professionale capace di costruire ponti autentici tra esigenze produttive e bisogni individuali.

Persone

Tutor formazione in servizio

Si tratta dei sous-chef che svolgono le azioni di accompagnamento ai ragazzi coinvolti nelle attività di cucina, delle referenti di sala che si occupano delle azioni di formazione in servizio e accompagnamento ai ragazzi coinvolti nelle attività di sala e caffetteria durante la giornata, del referente cene ed eventi che svolge le azioni di formazione in servizio e accompagnamento ai ragazzi coinvolti nelle attività di sala e caffetteria nelle ore serali o in occasione di eventi, delle referenti dell’accoglienza, dell’emporio di oggettistica e della segreteria. Le persone che lavorano in cucina si occupano della formazione in servizio e affiancano i ragazzi in formazione nelle attività di cucina, lavaggio piatti, pulizia, panificazione.

Persone

La normativa

La legge 381/91 (Disciplina delle cooperative sociali), all’art. 4, comma 3, stabilisce che le cooperative sociali che svolgono attività finalizzate all’inserimento lavorativo di persone con svantaggio abbiano uno sgravio totale dei contributi dovuti in relazione alle retribuzioni corrisposte alle persone con svantaggio di cui all’art. 4, comma 1 (invalidi fisici, psichici e sensoriali, ex degenti di ospedali psichiatrici e giudiziari, soggetti in trattamento psichiatrico, tossicodipendenti, alcolisti, minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiari).

Tipologia ed entità dell’incentivo: Aliquota contributiva, relativa alla retribuzione corrisposta al lavoratore, ridotta a zero (sgravio totale).

Cosa abbiamo fatto

La colazione al bar: un rito tutto italiano

Ogni mattina, tra le sei e le dieci, si consuma in Italia uno dei rituali più amati: la colazione al bar. Non è tecnicamente un pasto — dura quattro minuti, costa poco più di due euro, si fa in piedi davanti al bancone. Eppure, compresso in quella manciata di minuti, si ritrova qualcosa che assomiglia molto alla felicità: il profumo del caffè, il calore del cornetto appena sfornato, il vociare del mattino.

La geografia della colazione italiana è ricchissima di varianti locali: a Napoli il caffè sospeso e il cornetto con la crema, a Palermo la granita di mandorla con la brioche, a Milano la brioche sfogliata. Ogni città custodisce la propria versione. Ovunque, però, il bar al mattino è uno spazio unico: ci passano tutti, quasi nello stesso momento: il muratore, l’infermiere, la professoressa, il pensionato, la ragazza con le cuffie prima di una verifica in classe…

Persone tra loro diversissime e sconosciute che, per pochi minuti, condividono lo stesso bancone. E, cosa che non accade altrove né in altri momenti della giornata, si salutano, scambiano informazioni, commentano il giorno precedente, il traffico, lo sport, i cantieri (e perché no, un po’ di gossip!): un vero notiziario locale, orale e non verificato, che supera e sopravvive a ogni social network.  Al bar una città si riconosce ogni mattina, si dà appuntamento per il giorno, si ricorda di essere fatta di persone.

I MagazziniOz si inseriscono con competenza e innovazione in questa tradizione tutta italiana: con gli ingredienti dell’incontro, del dialogo e del gusto, qui la colazione diventa piccolo atto di resistenza contro la solitudine urbana e un passo ulteriore verso una vera inclusione.

Cosa abbiamo fatto

L'izakaya: il luogo dove il tempo rallenta

C’è un’ora precisa, in Giappone, in cui la città smette di essere efficiente e comincia a essere “umana”. Cala il sole, si allentano le cravatte, e tra i vicoli illuminati da lanterne rosse apre l’izakaya: non un ristorante, non un bar, ma qualcosa di più antico e necessario. La parola stessa racconta tutto: “i” significa stare, “zaka” richiama il sake, “ya” indica il negozio. Un posto dove si sta, si beve, si mangia un poco — in quell’ordine preciso.

Le izakaya nascono nel Giappone del periodo Edo, quando le botteghe di sake cominciarono a offrire piccoli assaggi di cibo ai clienti che indugiavano troppo piacevolmente per andarsene. Da quell’indugio felice è nata una tradizione secolare.

L’architettura è pensata per il corpo e per l’anima: sgabelli bassi, tavolini di legno consumato, una luce soffusa che non giudica nessuno. Il cibo è una danza di piccole portate da condividere — edamame, tofu fritto, yakitori dorati sul carbone — ogni piatto posato al centro del tavolo perché sia di tutti. C’è poi il rituale del brindisi: “Kanpai!”, bicchieri alzati, sguardi negli occhi. Nessuno inizia senza gli altri, nessuno è lasciato indietro.

Negli ultimi decenni le izakaya sono diventate globali — da Londra a São Paulo, da Milano a Sydney — portando con sé non solo i sapori ma soprattutto il loro principio fondante: che esistono spazi pensati non per il consumo rapido ma per la permanenza, dove non si è mai soli del tutto e dove è lecito, anzi necessario, non avere fretta.

Ispirandosi alla tradizione delle izakaya, i MagazziniOz condividono e danno concretezza a qualcosa di essenziale: la convinzione che uno spazio possa essere trasformativo non solo attraverso ciò che offre da mangiare o da bere, ma attraverso le relazioni e le esperienze che rende possibili.

Cosa abbiamo fatto

Torino capitale mondiale della gastronomia

Ogni anno, in una città diversa del mondo, si riunisce il gotha della ristorazione internazionale per scoprire chi si aggiudicherà il titolo più ambito del settore: The World’s 50 Best Restaurants. Nata nel 2002 da una rivista britannica di settore, la classifica è diventata in poco più di vent’anni il punto di riferimento globale per chef, giornalisti gastronomici e appassionati di tutto il mondo — tanto da guadagnarsi l’appellativo di Oscar della ristorazione. La giuria è composta da oltre mille esperti suddivisi per area geografica: chef stellati, critici, gastronomi itineranti.

Nel 2025, per la prima volta nella sua storia ventennale, la cerimonia è approdata in Italia, e la città scelta è stata Torino. Dal 17 al 20 giugno, il capoluogo piemontese è diventato l’epicentro della gastronomia mondiale: oltre 1.300 ospiti, più di 250 giornalisti specializzati da tutto il mondo, 89 ristoranti e oltre 100 chef presenti in città. La cerimonia si è tenuta il 19 giugno all’Auditorium del Lingotto, dove la giuria ha incoronato come miglior ristorante del mondo Maido, il locale giappo-peruviano di Lima dello chef Mitsuharu Tsumura. L’impatto economico e mediatico stimato per la città ha superato i 100 milioni di euro in valore pubblicitario equivalente.

Per i MagazziniOz, che ogni giorno lavorano nell’intersezione tra ristorazione, cultura e comunità, l’arrivo dei 50 Best a Torino è stato uno specchio ingrandito di qualcosa che si pratica in scala diversa ma con lo stesso spirito: l’idea che il cibo non sia mai solo nutrimento, ma racconto, incontro, identità.

Cosa abbiamo fatto

Il ritorno dei fermentati: sidro, kombucha e kefir

La fermentazione è forse la più antica tecnologia alimentare della storia umana, con testimonianze risalenti a diecimila anni fa. Dopo secoli di uso quotidiano e qualche decennio di oblio nell’era della conservazione industriale, i fermentati sono tornati al centro dell’attenzione con una forza inaspettata. A spingerli non è la nostalgia, ma la scienza: le scoperte sul microbiota intestinale — l’ecosistema di miliardi di batteri che influenzano immunità, umore e metabolismo — hanno trasformato kombucha, kefir e sidro da curiosità di nicchia a protagonisti di una nuova cultura del bere consapevole. Il mercato globale degli alimenti fermentati ha raggiunto 126,5 miliardi di dollari nel 2024 e si prevede che raddoppierà entro il 2034.

Il kombucha, ottenuto dalla fermentazione del tè zuccherato attraverso uno SCOBY (acronimo di Symbiotic Culture Of Bacteria and Yeast: è una colonia simbiotica di batteri e lieviti essenziale per la produzione del kombucha), è una bevanda leggermente frizzante, ricca di acidi organici e polifenoli con proprietà antiossidanti. In Europa le vendite crescono del 25% ogni anno. Il sidro, ottenuto dalla fermentazione del succo di mele o pere, sta vivendo in Italia una nuova stagione grazie a piccoli produttori artigianali che lavorano con frutta locale e metodi naturali. Il kefir, originario del Caucaso, si ottiene dalla fermentazione del latte ed esiste anche in versione vegana — il kefir d’acqua — diventato una delle bevande funzionali più ricercate da chi segue diete plant-based.

Ciò che accomuna questi tre fermentati è qualcosa di più profondo della chimica: tutti richiedono tempo, cura e fiducia nei processi naturali. Non si producono in fretta, cambiano con le stagioni e con chi li prepara. Per i MagazziniOz, offrire fermentati artigianali significa scegliere e offrire prodotti che hanno una storia, che richiedono attenzione, e che portano nel bicchiere qualcosa di più di una semplice bevanda.

Cosa abbiamo fatto

I Cento di Torino: quando la guida premia il buono e il giusto

“I Cento di Torino” è una delle guide gastronomiche più amate e seguite della città. Nata nel 2010, giunge nel 2026 alla sua diciassettesima edizione confermando uno schema collaudato e vincente: cinquanta ristoranti Top e cinquanta ristoranti Pop — trattorie, street food e piole, le osterie tipiche piemontesi — selezionati per orientare i golosi torinesi, residenti e di passaggio, nella scelta di dove mangiare bene. Ogni locale viene raccontato con tono divertito e ricco di aneddoti, perché nella scelta di un ristorante contano il cibo ma anche, altrettanto, l’atmosfera.

L’edizione 2025 si distingue per un numero significativo di new entry, soprattutto nella sezione Pop, in linea con i tempi: la ricerca di indirizzi accoglienti, buoni e accessibili. In questo contesto, nel 2024 i MagazziniOz hanno ricevuto il Premio “Buono e giusto” della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, assegnato da I Cento di Torino — un riconoscimento che va oltre la qualità del cibo e celebra un luogo capace di unire la buona cucina a una missione sociale autentica. Il percorso è poi continuato: a dicembre 2025, i MagazziniOz sono stati inseriti nella guida anche per l’edizione 2026. Alla presentazione ufficiale al Museo dell’Automobile, hanno scelto di portare il karaage, piatto tradizionale giapponese simbolo della loro cucina.

Essere presenti sulla guida per due anni consecutivi testimonia come il lavoro quotidiano dei MagazziniOz abbia saputo parlare alla città in modo autentico. Il premio “Buono e giusto” della Fondazione Piemontese e la presenza nella guida riassumono in poche parole l’anima del progetto: un luogo dove mangiare bene non è mai separato dal fare del bene, dove la tavola diventa strumento di coesione, cura e comunità.

Cosa abbiamo fatto

Box Quotidianità che Cura – Cosa c’è di meglio che pane, burro e marmellata?

Durante il periodo natalizio, i MagazziniOz hanno riproposto con successo la Box Quotidianità che Cura: un’opzione regalo allo stesso tempo deliziosa, utile e rispettosa dell’ambiente. Composta da prodotti di alta qualità selezionati con cura, la box includeva farina dei Molini Bongiovanni S.p.A. di Cambiano (TO), lievito madre, zucchero, marmellata di albicocche e una vaschetta di alluminio Cuki per realizzare una forma di pane sulla quale spalmare la marmellata di Azienda Agricola Prunotto Mariangela ssa di Alba (CN).

Oltre a deliziare i palati, la Box Quotidianità che Cura è stata concepita con un forte impegno verso la sostenibilità. Presentarla in una vaschetta di alluminio riciclabile significa minimizzare l’impatto ambientale e promuovere la raccolta differenziata. Questo approccio permette di ridurre gli sprechi, ma offre ai destinatari anche un modo creativo per riutilizzare il materiale dell’imballaggio.

L’iniziativa rappresenta un’opportunità per sensibilizzare su temi importanti come la sostenibilità ambientale e l’inclusione sociale. Acquistando la Box Quotidianità che Cura, i clienti possono sostenere direttamente le attività di CasaOz, e contribuire a promuovere l’inserimento lavorativo di persone con disabilità e supportare l’emporio in un’epoca in cui la scelta di prodotti consapevoli è più significativa che mai.

Attraverso questa box, i MagazziniOz continuano a dimostrare come un semplice gesto natalizio possa trasformarsi in un potente strumento di cambiamento sociale, sostenendo la missione di inclusione di CasaOz e incentivando scelte più sostenibili. La Box è ogni anno di più un esempio concreto di come i valori di qualità, cura e comunità possano essere integrati in ogni aspetto del nostro lavoro, rendendola “buona tre volte”: per chi la riceve, per il pianeta e per CasaOz ed i suoi bambini.

La dimensione economica

La ristorazione italiana tra sfide e possibilità

Il Rapporto Ristorazione 2025 di FIPE-Confcommercio fotografa un settore in moderata crescita, segnato dal consolidamento dei progressi del 2023 ma anche dalla persistenza di criticità strutturali. Il valore aggiunto del comparto ha raggiunto 59,3 miliardi di euro, con una crescita reale dell’1,4% rispetto all’anno precedente, superando stabilmente i livelli pre-pandemia.

I consumi fuori casa sono cresciuti fino a 96 miliardi di euro, ma restano ancora al di sotto del picco pre-Covid del 6% in termini di volume. Il settore si muove in una condizione di “medietà”: non in crisi, non in slancio, in navigazione a vista in acque che non concedono rotte trionfali.

Sul fronte delle imprese, il 2024 ha confermato un trend di contrazione: le attività attive sono scese a 328 mila unità, con un saldo negativo di oltre 18 mila aziende tra nuove aperture e cessazioni. A soffrire di più sono i bar, in calo del 3,3%. Il dato più positivo riguarda invece l’occupazione: nel 2024 il settore ha raggiunto 1,5 milioni di lavoratori, con un incremento del 5% sul 2023. La forza lavoro è giovane — il 39,7% dei dipendenti ha meno di 30 anni — ma il nodo più critico rimane la difficoltà nel reperire personale qualificato: il 77% dei ristoranti che ha cercato nuovo personale ha incontrato serie difficoltà. Le prospettive per il 2025 sono prudenti, con tre priorità indicate: rafforzare la sicurezza contrattuale dei lavoratori, migliorare la flessibilità organizzativa e investire nella formazione professionale.

In questo contesto, realtà come i MagazziniOz — che coniugano ristorazione e missione sociale, attenzione alle persone e qualità dell’accoglienza — rappresentano una risposta concreta alle sfide che il rapporto mette in luce: la necessità di ambienti di lavoro più solidi, di un’ospitalità radicata nella comunità, di spazi che sappiano andare oltre il puro consumo.

La dimensione economica

Il Terzo Settore tra crescita e fragilità: una mappa dell'occupazione

Il Terzo Settore italiano rappresenta oggi un pilastro silenzioso ma fondamentale dell’economia e della coesione sociale del Paese. In un’Italia attraversata da divari sociali, invecchiamento demografico e fragilità territoriali, l’economia sociale genera valore legando produzione e cura, efficienza e solidarietà, crescita e coesione — nelle città grandi e piccole, nei quartieri fragili delle metropoli e nei paesi delle aree interne dove lo Stato fa fatica e il mercato arretra.

Sul piano occupazionale, il settore mostra una vitalità significativa: dal 2019 al 2024 l’occupazione è cresciuta di oltre 134.000 unità, con un incremento medio annuo del 3,7%, raggiungendo 817.500 lavoratrici e lavoratori. A trainare questa crescita sono le imprese sociali che, pur rappresentando solo il 17,3% degli enti iscritti al Runts, impiegano oltre l’85% dei lavoratori — in larga parte cooperative sociali attive nei servizi alla persona, nella sanità, nell’educazione e nell’inclusione lavorativa.

Accanto alle opportunità, emergono fragilità strutturali: il part time comprime le retribuzioni medie, già più basse del 30% rispetto al settore privato. I giovani under 35, circa un quarto dei lavoratori, risultano i più svantaggiati, con una retribuzione mediana annua di poco superiore ai 9.000 euro. Senza una valorizzazione economica adeguata, un settore determinante per la coesione sociale rischia di perdere attrattività e capacità di risposta ai bisogni di una popolazione che invecchia e di territori sempre più vulnerabili.

Altre informazioni e monitoraggio

I progetti buoni per l’ambiente

Il non-spreco nel mondo | Lo studio delle culture gastronomiche del mondo ha portato ad apprezzare come in ogni paese i piatti fondamentali rispecchino l’importanza del non spreco.

Queste preparazioni hanno un valore educativo sia per il personale di cucina, che utilizza gli avanzi in tutte ricette, che per il pubblico, al quale si permette di scoprire sapori apparentemente inusuali ma sorprendenti nel diventare velocemente familiari.

Doggy bag | è possibile richiedere una scatola in materiale riciclabile che permette di portarsi a casa il cibo avanzato.

L’idea nasce dalla volontà di creare un’economia circolare che sensibilizzi i clienti a combattere lo spreco alimentare tramite il recupero e una maggiore attenzione alle eccedenze.

SOSTIENI I NOSTRI PROGETTI

Puoi donare con tutti i metodi di pagamento:

BONIFICO BANCARIO

IBAN IT40X0200801006000040434630
intestato a FONDAZIONEOZ ETS

Carta
di credito

Satispay

PayPal

BOLLETTINO POSTALE

N° 92193366
intestato a FONDAZIONEOZ ETS

Per informazioni sulla tua donazione, scrivici a:
donazioni@casaoz.org oppure chiamaci ai numeri
011.6615680328.5427175

SOSTIENI I NOSTRI PROGETTI

Puoi donare con tutti i metodi di pagamento:

BONIFICO BANCATIO

IBAN IT40X0200801006000040434630
intestato ad FONDAZIONEOZ ETS

BOLLETTINO POSTALE

N° 92193366
intestato ad FONDAZIONEOZ ETS

Carta
di credito

Satispay

PayPal

Per informazioni sulla tua donazione, scrivici a:
donazioni@casaoz.org oppure chiamaci ai numeri
011.6615680328.5427175

SOSTENITORI E PARTNER

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER